pensieri in libertà

di- Monica Specchia

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L’affido diurno, ovvero un  Programma di accompagnamento da parte di un volontario nei confronti del disabile nelle proprie attività quotidiane per una o più volte la settimana, per un periodo che varia mediamente da tre a sei mesi a con un rimborso spese percepito dal volontario. E' un'esperienza che segnalo con  entusiasmo e gratitudine dopo tante critiche.

Questo metodo di lavoro dovrebbe essere incentivato e diffuso con maggiori risorse in ogni senso. La relazione che si stabilisce  tra volontario e disabile è densa di significati concreti ed emotivi  importanti per ambedue gli attori sulla scena e se questo rapporto viene gestito con rispetto e comprensione dei reciproci  bisogni, spazi e tempi la relazione diventa scambio reciproco d’esperienze emozioni, competenze. Non è per nulla facile mantenere questo equilibrio per entrambi perché il disabile deve imparare a non caricare d’aspettative eccessive.

Nel ruolo che ricopre, il volontario, che deve essere preparato ad entrare in relazione con il contesto personale e famigliare del disabile, trova talvolta un mondo complesso, irto di conflitti e contraddizioni, ma deve riuscire a non farsi farsi soffocare o strumentalizzare da esigenze estranee al proprio ruolo.
Del resto anche nella vita è difficile interpretare i bisogni di coloro che ci sono vicini, capire il bisogno di silenzio o di parole, mediare nell’ importanza di un gesto  …

Quando questo accordo emotivo si realizza, sia chi da sia chi riceve un aiuto, sa che ha ricevuto un’eredità personale preziosa che porterà con sé per sempre. Personalmente ritengo che senza l’aiuto e l’affetto ricevuto da alcuni dei volontari che ho avuto la fortuna di incontrare, tramite l' Associazione Area di Torino, credo che la mia vita si sarebbe negata  molte gioie.
 
    
Monica Specchia

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