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di Monica Specchia

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  Il teatro della brutta sorte

 C’è:
Un gatto nel cortile
Un uomo con la faccia da cane rabbioso,
una bambina il cui volto contiene tutta  Roma
e una  Roma che contiene tutto il mondo
 C’è una culla di carta, di legno e di sangue a Gerusalemme,
A Betlemme  come a Palermo.
I bambini ci giocano attorno.

E’il teatro della brutta sorte,
I bambini ci cantano tra le mura,
Nei mercati
C’è un uomo che conta le stelle,
Un teatro che parla di farfalle.
Bambole in girotondo tra le  tende ,
Un cadavere nascosto,
Una coscienza smacchiata
I bambini in silenzio,
Un diario aperto ,
L’uomo che cerca le farfalle
Un ulivo che cresce
Il circo della fame che mostra le luci, le fauci.

Quando arrivano le parole delle farfalle
Il circo si addormenta
 Ci sei tu
Amore mio!
Che mi guardi 
E non le sai le domande
E le fughe
E l’urlo che tengo sopito in me.
  Non sai che sei il tesoro ritrovato
Fortuna grande mentre il mondo va
In briciole.
  Amore perdonami se stanotte
Sento le farfalle in guerra, in cerca d’amore

Monica
31 /08/05

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