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di- Monica Specchia |
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D.I.C.O |
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Dico, differenze di genere libertà civili, riflessioni intorno alle morali e moralismi della politica: Sessualità altre,sessualità minoritarie o sessualità minorata? Contraddizioni intorno alle percezioni del corpo e del desiderio Luciana Viviani, femminista storica, sull’inserto di Liberazione di Domenica, raccontando la propria relazione con Rosetta Stella, studiosa del pensiero della Differenza, invitata ad esprimere un parere intorno al disegno di legge sulle unioni civili dice: “ non si tratta di rendere pubblico il privato ma di rendere pubblico quello che già è", eE aggiunge: "ora la battaglia è nelle idee". Mi viene da dire che la battaglia è soprattutto nei fatti, negli atteggiamenti quotidiani, quelli che la politica non registra ma condiziona e quando lo fa agisce come indica la stessa Viviani, mediando al ribasso. E’ sempre l’incontro scontro con l’aterità a preoccupare. Per evitare il confronto si tende a regolare il comportamento sociale ed individuale ma non si decodificano più linguaggi, emozioni e storie. Farlo significherebbe impegnarsi a trovare tratti di similitudine nella differenza. Il disegno di legge Bindi Pollastrini, afferma che hanno valore giuridico anche le unioni tra persone maggiorenni e capaci dello stesso sesso discriminando nei fatti con l’indicazione della differenza d’orientamento sessuale come se si trattasse di fornire una gentile concessione e non dell’applicazione di un diritto legato alla condizione di Persona Umana. Forse proprio da qui nasce l’equivoco più grande, la maggior parte del nostri politici tende a o omologare ciò che non è omologabile e al tempo stesso a creare una sorta di protezionismo sociale rivolto a tutte quelle categorie sociali che mettono in discussione l’ordine sociale esistente Cosi anche chi lavora sul piano istituzionale e sociale tende a creare, progetti volti alla tutela di una tale categoria sociale, senza occuparsi di soddisfare un bisogno di condivisione, di comunicazione, di interdipendenza tra bisogni differenti, ne della cura delle strategie relazionali che non vengono mai intese come se si manifestassero essendo raccordate in un processo di feed back tra individuo ed individuo ma anche e soprattutto tra il singolo ed il contesto sociale in cui la persona vive, e si rapporta quotidianamente. Molti ricorderanno la poetessa Alda Merini rinchiusa in manicomio per oltre venti anni. Le sue poesie dimostrano come l’unico strumento per riappropriarsi di un’identità decostruita e frammentata dalla malattia e dalla spietatezza dell’istituzione totalitaria, (in cui ella insieme a molti altri, che resteranno e restano anonimi e invisibili, si sono trovati e probabilmente ancora si trovano per effetto della permanenza di alcune istituzioni che nei metodi più che nelle intenzioni riproducono la logica del modello totalitario in cui chi è fuori decide per chi sta dentro ed il forte decide per chi é debole),fosse quello del tenere vivo il desiderio di una propria autonomia affettiva e sessuale che andasse oltre quel tempo e quello spazio che fosse cura, reciprocità e scambio. Andare oltre a tutto ciò che contiene, reprime, spia ma non guarda, concede ma non chiede limitandosi a ghettizzare, adottando la maschera del modello progressista, liberale ma non libertario Qualche tempo fa, all’interno di una comunità-alloggio per portatori di handicap, un ragazzo viene sorpreso a guardare immagini porno sul suo pc. L ’operatore che gli sta accanto gli vieta la visione dell’immagine senza farsi ne fargli nessuna domanda sulla nascita di quella curiosità. Qualche settimana dopo al ragazzo viene proposto di recarsi presso un associazione composta interamente da disabili per ”risolvere questi problemi “. Mi chiedo se la curiosità medesima, se l’avesse avuta un volontario normodotato ventenne, la risposta sarebbe stata la medesima ? Probamente No. E che cosa rispondere ad un'educatrice che accompagnando una coppia di disabili in gita li prega di non avere rapporti sessuali “perché poi a lei sarebbe toccato pulire” E quando purtroppo o per fortuna tra i due accade l’inevitabile e l’educatrice viene chiamata a svolgere l’ingrato compito esordisce dicendo: "Che schifo!“. Perché quell’educatrice non ha manifestato prima quella sensazione di legittimo imbarazzo? Quale era il motivo di tanto imbarazzo? la normalità di un corpo che andava oltre la menomazione che il desiderio rendeva libero? Un’altra sessualità che non rientra nei criteri dell’amore platonico o della tradizione che preferirebbe che una coppia di disabili scegliesse di non andare oltre il tenersi per mano. Si tratta infatti di libere scelte.. Passando su un altro piano qual è la linea di demarcazione che separa la volontà di mantenere privato il privato e l’esigenza di rendere pubblico ciò che gia è. Qual è il valore che la politica, la società deve assumere per farsi garante di una pluralità di esigenze? Il valore del laicismo, verrebbe da rispondere in primo luogo, ma si accettano suggerimenti. C’e un ultimo punto che vorrei porre all’attenzione di chi legge queste righe, partendo da un’affermazione di Rosetta Stella: “il sacro è garantito dal denaro”. La sacralità della famiglia come di alcuni rapporti di inclusione o esclusione sociale è stretta nelle maglie delle politiche economiche ed economiciste. Non si investono più risorse o per lo meno non in maniera sufficiente ed adeguata ai bisogni reali, non esistono quasi momenti di verifica di questi rapporti negli ambiti deilla formazione di progetti che ridiano centralità alla ricostruzione delle relazioni tra persone in molti ambiti forse perché l’investimento di risorse attorno alla cura delle relazioni tra individui non ha ricavi immediati e si misura sul lungo periodo. La locomotiva del libero mercato corre senza freni ed il capomacchinista (la politica di governo) ha gli occhi chiusi, o meglio bendati Monica Specchia
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