pensieri in libertà

di- Monica Specchia

La  classe operaia non va in paradiso

homechi sonoarticolipoesievivere Torinocontatti

 

 

 

 







Mio padre è un ex operaio della CEAT CAVI di Torino. Mi racconta ancora dei problemi degli operai chimici che respiravano la mescola chimica delle gomme. Mi racconta di fabbriche piene di amianto… di operai che fermavano la catena perché  era impossibile lavorare. Si crepava in silenzio e già allora il sindacato era latitante

Già  allora la frattura della solidarietà operaia si era verificata. Ed una parte del sindacato barattava il lavoro con la sicurezza. La storia a volte irrompe nella quotidianità e ci ricorda che la morte non è un film , un reality, e la rabbia di quel padre che gridava  "Assassini" resterà al di là della nostra emozione collettiva e scaverà  dentro un silenzio assordante.

Sì signori, le fabbriche esistono ancora e gli operai reggono una parte dell’economia di questo paese, amorale nell’applicazione dei diritti ma moralista nei costumi,  ma non sono mai andati in paradiso: hanno vissuto e sono morti in mezzo ad un inferno terreno, umano,  indecente, indifferente, colpevole.

 Monica   Specchia

home chi sono articoli le poesie vivere Torino contatti


pixel

Per école

La città delle illusioni

Il progetto "Itaca" al
Ferrante Apporti di Torino

Lo Stato nascosto

Paure allo specchio.
Piccole indignazioni
Ricordi di scuola
Buchi nella rete
La solitudine delle donne
D.I.C.O